Strudel di verdure e Bagòss

21 novembre 2013
10979330965_d13b3f4ff5_c
 
Ci sono cose che amo in modo particolare, come il sapore amarognolo di alcune verdure e il gusto intenso dei formaggi. Così ho provato ad accostare catalogna e Bagòss in uno strudel.
Il Bagòss, se amate i formaggi veri e se siete alla ricerca di qualcosa di veramente speciale, è da provare senza indugi. 
Per voi la ricetta… oggi, sarà a causa del tempaccio, sono di pochissime parole 
 
Strudel, per 4 persone
La pasta.
200 g di farina di semola rimacinata
50 g di vino bianco
60 g di acqua tiepida
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
un pizzico di sale
 
Il ripieno.
180 g di catalogna mondata
100 g di porro mondato
60 g di Bagòss 
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
sale e pepe qb
 
La pasta. Fate la fontana con la farina e unite il vino e poca acqua per volta amalgamando con una forchetta. Aggiungete anche l’olio e il sale e impastate per 5/8 minuti (io a mano). Coprite e fate riposate per un’oretta.
Preparate il ripieno. Lavate la verdura e tagliatela in pezzi piuttosto piccoli. In una padella mettete l’olio con le verdure, coprite e fate stufare a fuoco dolce fino a quando saranno morbide. Regolate di sale e pepe.
Fate raffreddare. Grattugiate il formaggio. 
Scaldate il forno a 180°C. Stendete la pasta con il mattarello sopra un foglio di carta forno dando alla sfoglia una forma rettangolare. Dovreste ricavare un rettangolo di 30×40 cm circa. Distribuite il formaggio sulla pasta e poi le verdure, lasciando un bordo libero di circa 3 cm. Arrotolate delicatamente lo strudel, sigillate bene e ripiegate i bordi sotto allo strudel. Trasferitelo sulla teglia avendo l’accortezza di mettere la parte della giuntura in basso. Ungete bene la superficie con poco olio e fate riposare un quarto d’ora. Infornate e fate cuocere lo strudel a 180°C per 15 minuti, poi abbassate a 170°C proseguite la cottura per altri 30 minuti circa. Togliete dal forno e fate intiepidire.
Se avanza è ottimo anche il giorno dopo.
 
 
Note sul Bagòss di Bagolino.
Il formaggio Bagòss deve il suo nome all’appellativo dialettale del paese di produzione più importante, Bagolino. E’ un pregiato formaggio, a pasta dura semicotta, conosciuto anche come grana bresciano. La lavorazione utilizza latte crudo parzialmente scremato di vacca bruno alpina.
Il latte, fatto riposare in bacinelle di rame per una giornata affinché la panna possa affiorare, viene scremato a mano e successivamente scaldato lentamente con fuoco di legna in grandi pentoloni di rame.
In estate la caseificazione avviene in alpeggio e d’inverno nelle cascine a valle seguendo le regole precise di produzione stabilite da un disciplinare.
La pasta ha un bel colore giallo conferitogli dall’uso, risalente all’epoca dei dogi di Venezia i quali esigevano un formaggio “aureo”, di aggiungere dello zafferano durante la rottura della cagliata. La colorazione rossiccia della crosta è dovuta al trattamento con olio di lino crudo durante la fase di stagionatura per mantenerla elastica ed impedire la formazione di muffe.
Il sapore è pieno ed intenso, aromatico con sentori di zafferano e di erbe dei pascoli. La pasta ha una consistenza compatta che tende a scagliarsi più il formaggio diventa maturo.La stagionatura minima è di 12 mesi e si arriva fino ai 48, più raro, ma di alcune forme ne esistono esemplari di oltre 10 anni. Il peso di ciascuna forma può oscillare dai 16 ai 22 chili e la resa è piuttosto bassa dato che per ottenerne una da 20 chili sono necessari 210 litri di latte. La produzione migliore è quella dei mesi estivi, sui pascoli in alpeggio. L’originale è contrassegnato da un marchio impresso sullo scalzo.
La produzione si effettua nell’intero arco dell’anno con una maggiore concentrazione durante il periodo estivo nel comune di Bagolino in provincia di Brescia. Presidio Slow Food

Vi potrebbero interessare


Warning: count(): Parameter must be an array or an object that implements Countable in /homepages/4/d638939906/htdocs/wp-includes/class-wp-comment-query.php on line 405

14 Commenti

  • Rispondi sabina 21 novembre 2013 at 19:38

    non conoscevo il bagos, ma questo strudel ha un aspetto favoloso e adoro la catalogna
    baci
    sabina

  • Rispondi Elisa 21 novembre 2013 at 21:35

    Wow! Non preoccuparti se sei di poche parole, perché ricetta, ingredienti e foto parlano da sè 🙂
    Un bacione e buona serata!

  • Rispondi LaEle - Dolce Salsarosa 21 novembre 2013 at 22:48

    Sono un’amante degli strudel salati… questo ha un aspetto meraviglioso, sembra quasi di sentirne il profumo!
    un abbraccio
    Ele

  • Rispondi Francesca P. 22 novembre 2013 at 1:12

    Il nome di questa verdura mi è sconosciuto, ma come sapore amarognolo da buona romana mangio cicorietta di campo ripassata in padella due volte a settimana… 😉 E potrebbe starci bene nel tuo strudel! Condividiamo anche la passione per i formaggi, la mia cresce giorno dopo giorno! Bella la sfoglia così sottile e compatta, si vede che è croccantina… 🙂 Dai, meno male che la pioggia e il brutto tempo si possono combattere a suon di forchette…

  • Rispondi paola 22 novembre 2013 at 8:35

    sicuramente super goloso, complimenti, anche perchè si avvicina il Natale ed è questo il periodo delle torte saalte con verdura, grazie per l’idea, a presto

  • Rispondi Memole 22 novembre 2013 at 9:48

    Che buono!!!

  • Rispondi Chiarapassion 22 novembre 2013 at 9:53

    Una sfoglia sottile e splendida proprio come piace a me e poi un ripieno godurioso…il bagòss non lo conosco devo rimediare 😉
    Buon w.e.

  • Rispondi Roberta | Il senso gusto 22 novembre 2013 at 10:02

    Buongiorno Stefy, il Bagoss lo conosco di fama ma non l’ho mai assaggiato, rimedierò al più presto dopo averlo visto ‘all’opera’ in questo strudel.
    Se le poche parole producono questi risultati, spoiegati a gesti!!! 😀
    bacioniiii

  • Rispondi giovanna 22 novembre 2013 at 10:24

    Buongiorno Stefania,
    è bello accendere il computer e tovare una ricetta così…. La catalogna e il porro, un concentrato di sapori e aromi. Deve’essere stato buonissimo il tuo strudel. Grazie per l’idea,
    Giovanna-Gourmandia

  • Rispondi Chiara c. 22 novembre 2013 at 12:53

    una ricetta MERAVIGLIOSA!!!
    anche io amo il sapore amarognolo della catalogna o delle cicorie trovate, e nn sai quanto mi piacciono le bruschette con erbe di campo ripassate e fettine di formaggio!!
    questo strudel dovrò farlo al più presto! la pasta preparata con semola e vino, deve avere un sapore e un profumo!!! e il ripieno troppo buono!!!
    complementissimi tesoro!

  • Rispondi Margot 22 novembre 2013 at 17:22

    Cara, ieri anche qui da me tempo da lupi, avrei voluto rifugiarmi in casa con una fetta di questo strudel…la voglia di parole magari non c’è, ma quella di assaggiare non manca mai 😉

  • Rispondi Patty 29 novembre 2013 at 23:41

    Ciao Cara, resto incantata di fronte alla foto di apertura. Stupenda.
    Ho una voglia matta di fare uno strudel salato, da giorni. Questa voglia tu me l’hai complicata. Sentire pronunciare Bagoss e non poterlo avere neanche per scherzo, mi provoca scompensi.
    Mi limiterò a sognarlo.
    Un bacione cara.
    Pat

  • Rispondi Ely Valsecchi 1 dicembre 2013 at 17:41

    Anche a me piace il gusto amarognolo che si sposa con il dolce del formaggio, un connubio meraviglioso…. Un bacione cara!
    Ely

  • Rispondi Miky 2 dicembre 2013 at 21:51

    La scorsa settimana ho provato a fare uno strudel ma la pasta, che da cruda sembrava perfetta, da cotta non mi ha soddisfatta. Provo magari la tua ricetta 😉
    Un bacio cara.

  • Lascia un commento