Zuppa speziata di cipolle con Beaufort d’alpeggio e contaminazioni.

7 ottobre 2013
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Nonostante abbia ancora l’amaro in bocca per gli accadimenti tragici di qualche giorno fa, che tutti ben conoscete, e per i quali forse non c’è a breve una soluzione, l’influenza che mi rende di pessimo umore (perdonatemi), ho cercato di preparare qualcosa che mi desse un po’ di conforto e mi predisponesse ad essere più socievole.

L’alternativa per oggi era quella di farsi avvolgere dal piumone e restare lì fino allo sbocciare delle margherite.

Ieri la mia cucciolona per risollevarmi il morale ha tappezzato la parete della sua cameretta con foglietti pieni di cuoricini, disegnati per l’occasione, mi ha ricoperto le guance di baci e mi ha detto “mammina almeno ti ho fatto sorridere”. 

Le cose belle della vita sono racchiuse in queste manine piccole ma già abili e nei pensieri delicati e dolcissimi che solo i bambini possono avere.

In tema di cucina fusion, di cui Vaty ne è la diretta ispiratrice, una calda zuppetta di cipolle da gustare con un formaggio d’alpeggio, il fantastico Beaufort, che potrete trovare in questa stagione in qualche bel negozio fornito (no, il supermercato no!). Vi consiglio caldamente di provarlo per il suo gusto pieno ma delicato e burroso. Può ricordare il Gruyèr svizzero d’alpeggio, di sapore più intenso e sapido. 

Partecipo, non lo faccio quasi mai per una serie di motivi che non sto ad elencarvi, perché mi è piaciuto il tema, l’ho trovato davvero stimolante. 
La cucina è fantastica perché unisce senza discriminazioni mondi e culture diverse. Attorno ad un piatto ci si ritrova e ci si riappacifica, si creano nuovi legami, si affievoliscono i contrasti. Niente come zuppe e minestre sanno di accoglienza e predispongono alla condivisione perché scaldano anche il cuore.

La zuppa di cipolle non è solo francese ma appartiene anche alla cultura gastronomica italiana, la trovate in Piemonte ma anche in Lucania dove viene rifinita con l’acquavite (io ho usato l’Armagnac). 

Vi propongo una versione più leggera senza il brodo di carne che non amo in questo frangente perché trovo che il suo sapore copra tutti gli aromi… ma questo è il mio gusto personale.

Ecco allora la mia ricetta-terapia di oggi.

Zuppa speziata di cipolle con Beaufort d’alpeggio
Ingredienti per 2 (io faccio il bis)
600 g di cipolle (metà rosse e metà bionde)
800 g di acqua bollente
4 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
1 cucchiaino da tè di curcuma
1 cucchiaino da caffè di semi di cumino tostati
2 chiodi di garofano
40 g di Beaufort d’alpeggio 
1 cucchiaio di zucchero integrale di canna
2 cucchiai di Armagnac 
pepe in grani di bacche miste, macinato al momento
sale marino integrale qb
4/6 fette di pane integrale di grano tenero o di segale 

Affettate le cipolle belle sottili e mettetele a stufare in pentola con l’olio. Aggiungete lo zucchero, il sale e le spezie, pepe compreso.
Poi coprite con l’acqua bollente e fate cuocere a fuoco moderato per il tempo necessario affinché la zuppa si riduca della metà e diventi cremosa e profumata (ci vorranno circa 45 minuti). 
Tostate il pane e grattugiate il formaggio usando una grattugia a fori larghi.
Un minuto prima di spegnere unite l’Armagnac.
Distribuite nelle ciotole, disponete le fette di pane e fate cadere a pioggia il formaggio. Portate in tavola e assaporatela in pace.

Un caro saluto a tutti e un grande grazie a Vaty, musa ispiratrice di questa ricetta.

 

Il mio contest!

 

“Con questa ricetta, partecipo al Contest di Vaty”

Due appunti sul Beaufort d’alpeggio Doc, presi in prestito da siti tematici:
“E’ un formaggio di fattoria a latte crudo intero, fabbricato in alpeggio dove le mucche brucano un’erba grassa cosparsa di soli fiori.

Dopo un anno e mezzo di stagionatura, il suo gusto dalla finezza fiorita esalta una pasta densa con piccole crepe, per le forme migliori.
Il Beaufort è prodotto tra 1500 m e 2000 m, secondo i metodi tradizionali che risalgono al Medioevo, epoca in cui i monaci e i paesani intrapresero di dissodare superfici d’alpeggio per accogliere greggi da latte.
Formaggio a pasta spremuta cotta, si caratterizza dalla sua forma a bordo concavo che viene salata, sfregata e girata due volte a settimana lungo tutta la sua stagionatura, il che sviluppa aromi montanari con una finezza senza paragoni. 
L’affinamento, secondo il disciplinare della Aoc, deve durare almeno 5 mesi, ma è dopo 8-12 che il formaggio esprime al meglio tutto il suo sapore.
Appena fatto, il formaggio prodotto in alpeggio è punteggiato di piccole macchie blu: è il colore lasciato dai pistilli di genziana; queste macchioline scompaiono poi a contatto con l’aria. La crosta, in un primo tempo gialla, diventa bruno ocra; la pasta bianco crema tende al giallo ed è tanto compatta quanto burrosa. Uno degli ultimi produttori di beaufort d’alta quota è la famiglia Perret dell’alpeggio La Tueda, sopra Méribel; il celebre affinatore Hervé Mons stagiona i loro formaggi per diversi mesi nelle grotte di un vecchio tunnel ferroviario”. 

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31 Commenti

  • Rispondi Emanuela Martinelli 7 ottobre 2013 at 9:20

    Adoro zuppe e minestre, non a caso ho partecipato anche io al contest di Vaty proprio con una di queste. E ancordi più adoro la zuppa di cipolle che tu hai saputo interpretare benissimo. In bocca al lupo per l’influenza, anche se hai una crocerossima d’eccellena. Un abbraccio Manu

    • Rispondi Stefania Zecca 7 ottobre 2013 at 9:41

      Ciao Manu, grazie. Sì, sono fortunata, non si trovano tutti i giorni crocerossine così generose! Un abbraccio anche a te.

  • Rispondi Valentina 7 ottobre 2013 at 9:51

    Ciao Stefania, mi dispiace tanto e spero che le cose possano risolversi e migliorare.. Questa zuppa è una meraviglia, mi piace tantissimo… Un abbraccio forte forte, guarisci presto :**

  • Rispondi Chiarapassion 7 ottobre 2013 at 10:10

    Stefania la tua piccola deve essere di una dolcezza infinita è questo è solo merito dei genitori perché solo chi riceve tanto amore sa donarlo.
    La tua contaminazione è tutta da gustare.
    Un abbraccio e guarisci presto
    Enrica

    • Rispondi Stefania Zecca 7 ottobre 2013 at 10:58

      Grazie Enrica, credo comunque che i bambini, a prescindere dalla nostra volontà siano esseri meravigliosi! Ricambio il tuo abbraccio

  • Rispondi Antonietta 7 ottobre 2013 at 10:28

    Mi appassionano i formaggi e appena ne trovo un nuovo devo provarlo; ma il beaufort non lo conoscevo, neanche durante il mio corso dell’ONAF se n’è parlato!
    Probabilmente essendo la produzione limitata, è un formaggio di nicchia conosciuto solo da pochi fortunati come te!
    Adoro la zuppa di cipolle e trovo che con le spezie che hai usato sia da provare assolutamente…….poi con il formaggio rimedierò in altro modo!

    • Rispondi Stefania Zecca 7 ottobre 2013 at 13:53

      Ciao Antonietta, che bello, io vorrei farlo per la degustazione. Ma non conosci un buon formaggiaio dalle tue parti? Grazie cara e buona serata.

  • Rispondi Babe - La Cucina di Babe 7 ottobre 2013 at 10:28

    Bella che sei e bella la tua cucciolona.
    Le cose belle della vita sono le più piccole, sincere e spontanee.
    E poi io vado matta per la zuppa di cipolle *.*

    • Rispondi Stefania Zecca 7 ottobre 2013 at 13:59

      Cara Babe, io direi solo la cucciola… È vero, le piccole cose sono fonte di inaspettata meraviglia! Ciao Bella e grazie!

  • Rispondi Chiara c. 7 ottobre 2013 at 11:16

    immaginavo di trovare un bel post, caldo come un abbraccio ma nn così tanto bello!!!
    che dolce la tua piccola!!!! ti riempie di coccole, la cura migliore per qualsiasi malanno!
    e qst ricetta è proprio una ricetta-terapia! calda e rassicurante, già il colore è terapeutico!! e poi il profumo e il sapore…perfetta in qst stagione!
    la proverò presto
    grazie carissima!!

    • Rispondi Stefania Zecca 7 ottobre 2013 at 14:01

      Chiaretta, sì, ho proprio bisogno di coccole in quantità, lo confesso! Sono felice che ti sia piaciuta. Grazie a te fanciulla cara.

  • Rispondi Maddalena Laschi 7 ottobre 2013 at 13:57

    Stefy, mi dispiace tantissimo se stai poco bene, anche a me l’influenza butta giù e mi mette di pessimo umore, spero che tu ti rimetta il più presto possibile, anche se devo dire la verità, sotto l’effetto di febbre e raffreddare hai creato una zuppa che è’ un capolavoro! A me la tua cucina pace tantissimo perché è’ tradizionale e te di sempre a valorizzare ingredienti del nostro bel territorio! Da cuoca provetta invece, quale sei, ti sai destreggiare benissimo anche con spezie e “contaminazioni ” provenienti da altre cucine… pur mantenendo il tuo stile!bravissima, davvero! Un abbraccio
    Maddy

    • Rispondi Stefania Zecca 7 ottobre 2013 at 14:09

      Maddy cara, aspetto con pazienza che passi! Non avevo nemmeno molta voglia di cucinare, mi andava una zuppa di porri ma li avevo finiti, così ho preparato questa di cipolle. Grazie per tutto quello che mi dici. Ricambio il tuo abbraccio.

  • Rispondi Francesca P. 7 ottobre 2013 at 14:42

    Wow, io adoro la zuppa di cipolla, la collego alla mia amata Francia! Il tocco “contaminato” allarga orizzonti e sapori, come un abbraccio ideale che in qualche modo si ricollega anche alle terribili notizie di questi giorni… se fossimo più aperti, più vicini, più uniti… mentre leggevo il tuo post, ci pensavo… ho visto questo “messaggio” oltre le righe, in questa ricetta buonissima…

    • Rispondi Stefania Zecca 7 ottobre 2013 at 20:02

      Ciao Francy, sono tematiche delicate che non sai mai come affrontare… Se tutti fossimo più uniti non accadrebbero cose terribili, hai ragione. Ti ringrazio tanto carissima.

  • Rispondi Simona Mirto Tavolartegusto 8 ottobre 2013 at 7:16

    Cara Stefy:* io lo dico sempre, i figli sono il dono più bello che questa vita ha fatto… il loro sorriso, la loro ingenuità, la loro curiosità e dolcezza… Ecco, loro, hanno il potere di colorare una giornataccia e farci rimboccare le maniche quando siamo a terra… Meravigliosa la tua…:*
    E che piatto che hai preparato per Vaty! Sai che adoro i formaggi e questo abbinamento dalle consistenze diverse non solo mi intriga, ma credo potrebbe diventare presto uno dei miei piatti preferiti. Come sempre poi, le foto sono meravigliose ed eloquenti:)
    un bacione e buona settimana:**

    • Rispondi Stefania Zecca 8 ottobre 2013 at 13:07

      E che fortuna averli, vero? Sei sempre piena di bellissimi complimenti che non posso non apprezzare. Grazie per i tuoi pensieri. Ti mando un bel bacio carissima Simo.

  • Rispondi Elisa 8 ottobre 2013 at 13:03

    Cara Stefania non posso che condividere l’amarezza e la rabbia per quei fatti. Ti mando però anche un abbraccio per la tua febbre! Che tenera la tua cucciola 🙂
    Stupenda la tua zuppa fusion, sia per ciò che rappresenta sia per i sapori!
    Un bacione

    • Rispondi Stefania Zecca 8 ottobre 2013 at 13:09

      Ciao Elisa, detto da te che in cucina fai scintille! Ti ringrazio per gli abbracci che ricambio molto volentieri. A presto carissima!

  • Rispondi Roberta 8 ottobre 2013 at 13:55

    Stefania, mi è piaciuta tantissimo l’interpretazione che hai dato in questo post, quello di un piatto che varchi i confini e che allo stesso tempo abbracci……un po’ come abbiamo provato a fare noi l’altro giorno, nel nostro piccolo!
    Ti apprezzo tanto sai?
    Un abbraccio!

  • Rispondi Miss Becky 8 ottobre 2013 at 15:12

    Adoro la zuppa di cipolle, è una di quelle cose che faccio almeno un paio di volte durante l’inverno.
    Questa me la segno!!!

    • Rispondi Stefania Zecca 9 ottobre 2013 at 9:11

      Ciao Becky, in inverno ci si può ben sfogare con centinaia di zuppe. Grazie!

  • Rispondi Margot 10 ottobre 2013 at 19:28

    Ciao cara, una coccola da parte mia per farti riprendere al più presto. Nonostante la mia scarsa presenza in questo strano periodo, passo volentieri a farti un saluto. A presto

    • Rispondi Stefania Zecca 11 ottobre 2013 at 16:15

      Ciao Margot, grazie cara, le accetto volentieri un po’ di coccole

  • Rispondi Sandra dolce forno 10 ottobre 2013 at 22:04

    Sai, Stefania, che mi sono cimentata anche io nella zuppa di cipolle qualche sera fa? Da una vita desideravo provare, ma mi ha sempre frenato la …antipatia che la cipolla prova per me 🙂 Tutto dimenticato, ora siamo amiche per la pelle 😀 !
    Io ho preparato una semplicissima versione, trovo la tua preparazione davvero raffinata
    sono certa che sarà stata deliziosa.
    Un abbraccio :*

    • Rispondi Stefania Zecca 11 ottobre 2013 at 16:17

      Ciao Sandra, come poteva esserti antipatica la povera cipolluzza? Vedi che alla fine hai cambiato idea? Un abbraccio anche a te e grazie.

  • Rispondi www.mipiacemifabene.com 26 novembre 2013 at 15:30

    Complimenti!! Ho letto il tuo nome tra le finaliste del contest di Vaty!! In bocca al lupo 🙂 A presto
    Federica 🙂

  • Rispondi Claudia Tiberti 26 novembre 2013 at 19:58

    Complimenti per questa zuppa!!! e per la foto bellissima ti ho scoperta leggendo i finalisti del contest di Vaty dove ci sono anche io. In bocca al lupo!

  • Rispondi cincia del bosco 5 febbraio 2014 at 12:48

    Ciao Pepi, ti ho scoperta ora per caso, come capita!
    Mi piace la tua cucina dai gusti essenziali e…ora vado a vedermi le ceramiche.
    un caro saluto
    Su

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