Pasta con pesto alla trapanese e foto ricordo dalle Egadi

22 luglio 2013
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Favignana. Il Preveto

Favignana e Levanzo sono state le mete di una breve vacanza.
Favignana è un’isola piena di luce, ispida e brulla fatta di roccia nuda coperta da una rada macchia mediterranea. Muretti di pietra a secco delimitano le sue strade, fichi d’india e finocchietto selvatico si stagliano contro l’azzurro del cielo.
Acque cristalline lambiscono le sue coste frastagliate.
Mi ricorda il Salento di trent’anni fa, quando gli stabilimenti balneari non avevano ancora intaccato quel paesaggio incantevole.
Favignana è un’isola dalla bellezza fortunatamente ancora primitiva che vuole essere conosciuta e conquistata con lentezza. 
Il mezzo più indicato per scoprirla è la bicicletta che permette di vagabondare senza disturbare la sua quiete. 
Non solo il mare cattura lo sguardo e i sensi: i sentieri polverosi, le piante di cappero fra i sassi, il profumo delle foglie di fico, la brezza carica di iodio ci rendono parte di una natura sempre più dimenticata.
 
Poi c’è la Favignana da gustare. La prelibata pasticceria del trapanese vi conquisterà. Le graffe ripiene di ricotta, le frolle “genovesi” con la crema pasticcera o la ricotta, la pasta di mandorle, il caffè freddo con la panna, i cannoli di Erice. Dolci pieni di sole e di profumi del Sud. Ancora tripudi di frutta e verdura locale o della vicina provincia da acquistare nei mercati. Il pesce appena pescato venduto dagli stessi pescatori…
 
Però ci sono anche qui delle note amare. Ci sono equilibri che si sono interrotti e rapporti tra l’uomo e il mare alterati.
Se parlerete con i favignanesi vi racconteranno che il rinomato tonno dell’isola si è praticamente estinto perché grosse aziende ittiche giapponesi ne praticano la pesca al largo. A loro restano solo poche briciole e il rito della mattanza è diventato un ricordo.
 
Poi c’è Levanzo, una piccola isola di una bellezza straordinaria con le case bianche e stradine immacolate.
Avrei voluto visitare anche Marettimo, un luogo che pare lasci senza fiato, se non fosse che soffro leggermente il mal di mare…
 
Per concludere il viaggio ho fatto una breve sosta ad Erice Vetta, un paese incantevole che merita un soggiorno a parte, dalle strade antiche ancora lastricate con la pietra originale, monumenti splendidi e pasticcerie da sogno.
 
Infine vorrei tanto ringraziare la mia amica Chiara per avermi suggerito questa meta indimenticabile. 
Adesso lascio parlare le immagini, il resto lo scoprirete da voi.
In fondo troverete la ricetta.

 


 


 

 




 




 

 

 


 
 




 


 


 
 


 


 
 

 

E finalmente la ricetta…
 


Pasta con pesto alla trapanese

 

Tra tutte le ricette che avrei potuto provare sul posto ho scelto questa. E’ semplicemente fantastica.
Un pesto dolce ma gustoso, di mandorle e basilico, accompagnato da una salsa cruda di pomodoro completato con una spolverata di pecorino appena grattugiato. Dopo aver conversato con diverse persone (meglio dire interrogato…) sono riuscita a fare una media delle informazioni e a mettere insieme questo piatto. Qualcuno mi ha consigliato spassionatamente di acquistare il pesto già pronto, senza conoscere il grado di follia che induce una food blogger a rifuggire tali propositi. Così, non essendo dotata di mortaio o di altri strumenti adatti, sono andata alla ricerca di un frullatore ad immersione che si è rivelato perfetto per lo scopo ed in più sono riuscita a farmi prestare una bellissima ciotola realizzata a Burgio, un comune agrigentino rinomato per le sue ceramiche.
Non ho potuto trattenermi il tempo sufficiente per provare anche il cous cous alla trapanese, di preparazione un po’ più complessa. Il cous cous è di casa a Trapani e provincia ma per evitare di buttare via i vostri risparmi ed imbattervi in un piatto precotto che potete tranquillamente preparare a casa, dovete fare il terzo grado agli abitanti del luogo su dove riuscire a trovare quello “giusto”.

per 4 persone

120 di mandorle senza pelle
20 foglie di basilico belle grandi
3 spicchi d’aglio di nubia
80 g di olio extravergine
4 cucchiai di pecorino
10 pomodorini pizzutelli
400 g di pennoni lisci
Sale qb
 
Mettete le mandorle in un bicchiere graduato, unite l’olio e fate una purea utilizzando il frullatore ad immersione. Unite il basilico e frullate fino ad ottenere una crema. Tagliate a metà i pomodori, privateli dei semi e frullateli grossolanamente. Grattugiate il pecorino. Lessate la pasta al dente, trasferitela in una zuppiera e condite prima con il pesto di mandorle e basilico. Unite il pomodoro e il formaggio. Mescolate bene e servite.
 
Io ho utilizzato dei pennoni lisci. Se preferite seguire la ricetta trapanese fino in fondo il formato consigliato sono gli spaghetti.
I pomodori potete prima di frullarli sbianchirli in acqua bollente e privarli della buccia.
Un caro saluto a tutti.

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14 Commenti

  • Rispondi Chiara c. 23 luglio 2013 at 16:19

    grazie a te!!! per avermi riportato in quei luoghi splendidi!
    le tue parole, i tuoi scatti 😉 portano lontano…per quelle stradine dove il tempo sembra essersi fermato, per quelle calette, per quei colori, quei sapori…anche io ho amato visitare l’isola in bici, sembra di divenire un tutt’uno con la natura…
    vista con i tuoi occhi mi è sembrata ancora più bella!!!
    la ricetta che hai scelto…si! è semplicemente fantastica, regala tutto il sapore, il colore e il profumo di una bella estate siciliana

  • Rispondi Miky 23 luglio 2013 at 18:06

    Che scatti. Bellissime le foto in bianco e nero.
    Un abbraccio.
    Miky

  • Rispondi Leda 23 luglio 2013 at 18:24

    Stupende fotografie e ricetta deliziosa!!! Mi hai fatto venire una voglia di vacanza che non ti puoi immaginare. Devo stringere i denti ancora un po’ ma poi… un abbraccio!

  • Rispondi Stefania Dalla Pria 23 luglio 2013 at 18:42

    MERAVIGLIOSE!!grazie per la passeggiata in questi luoghi splendidi!
    e che dire di questa meravigliosa pasta al pesto trapanese sembra di sentire tutto il profumo di quei luoghi!
    grazie Stefy
    un abbraccio a presto

  • Rispondi sississima 23 luglio 2013 at 21:07

    accipicchia posto e foto incantevoli, un abbraccio SILVIA

  • Rispondi Simona Mirto Tavolartegusto 24 luglio 2013 at 7:16

    Tesoro è da ieri che cerco di aprire questo post e mi da “pagina non trovata” stamattina sono ritornata e finalmente ammiro questo fantastico articolo… tu riesci a raccontare attraverso le foto… e questo è un grande dono stefy…. riesci a cogliere sempre dettagli speciali e regalarci emozioni… un posto incantevole e la pasta poi è magnifica… nella sua semplicità è un piatto da re, genuino, fresco preparato con ingredienti autentici… quelli che fanno la differenza a tavola! una meraviglia… complimenti:*
    ti mando un bacione grande:*

  • Rispondi Babe - La Cucina di Babe 24 luglio 2013 at 7:44

    Sono rimasta incantata dalle foto delle persone (vado matta per i volti scavati dal tempo e dalla vita).
    Il resto è altrettanto meraviglioso mia cara e immagino la bontà di questo piatto!
    Bacino

  • Rispondi Miss Becky 25 luglio 2013 at 18:43

    Ricetta da fare assolutamente, ma assolutamente davvero.
    Per le foto, sono in estasi. Perchè a me ricorda il Salento, l’unico Salento che io conosco da 10 anni a questa parte. Sulle vie di campagnia da Manduria fino a Punta Prosciutto, l’ultimo Eden che ho vissuto, i muretti a vivo, le vigne, il finocchietto selvatico, i fichi e i fichi d’India, le cascate di capperi fioriti…
    Nostalgia!!! 🙂

  • Rispondi Stefania Zecca 27 luglio 2013 at 6:58

    Care fanciulle, siete sempre molto carine con me e lo apprezzo tanto. Un bacio grande a tutte voi!

  • Rispondi AnnaPaulaB 28 luglio 2013 at 17:16

    Mamma mia che foto, che posto e che bontà…
    Baci

  • Rispondi Cuoca Pasticciona 2 agosto 2013 at 10:11

    Io sono Siciliana e trovo Favignana uno dei posti più belli che ci siano e non perchè io sia di parte ma perchè per me è proprio così. Venire in Sicilia e sentire il calore della nostra terra e di noi che la abitiamo, conoscere le nostre tradizioni, visitare il nostro mare e passeggiare per le nostre terre è un esperienza che consiglio a tutti. Amo viaggiare e sono tanti i posti che mi hanno conquistata, ma nessuno sarà mai per me come la mia terra. Mi fa piacere che ti sia piaciuta e mi fa piacere leggere questa ricetta di Trapani ( bellissima anche san vito lo capo, ci sei stata??) è buonissima e la tua è venuta alla perfezione. COmplimenti. Mi unisco al tuo blog con piacere e ti invito a passare anche da me per quattro chiacchere. Mi trovi qui: http://ledeliziedelmulino.blogspot.it/

  • Rispondi Erica Di Paolo 2 agosto 2013 at 19:37

    Che meraviglia la cura di queste pagine….. Sarà un vero piacere seguirti!
    Un abbraccio!

  • Rispondi Stefania Zecca 3 agosto 2013 at 8:19

    Ciao Cuoca pasticciona ed Erica, ben trovate!

  • Rispondi Gaia 5 agosto 2013 at 11:12

    Sono stata a Marettimo, tanti anni fa..
    Un’isola selvaggia e senza macchine. Bianca, azzurra e verde.
    Se ti capita di ritornare da quelle parti, non la perdere!
    E lì, ho assaggiato il pesto alla trapanese per la prima volta!
    ciao!

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