sabato 28 giugno 2014

cheese&cake




Oramai compaio una volta al mese, quando sono ispirata e trovo la tranquillità per dedicarmi al blog.

Oggi Cheesecake!
Faccio una premessa. Non amo i dolci americani, o meglio, solo alcuni ma debitamente alleggeriti da zuccheri e grassi.
La cheesecake però è una di quelle cose che mi piace da matti, anche semplicemente guardarla.
Non so quale sia il motivo preciso. Forse perché è elegante, morbida e fresca, accattivante e mi piace la sua consistenza cremosa che contrasta con il biscotto friabile.
Questa, lo confesso, sarà la terza nata da quando ho impugnato mestoli e compagnia bella.

Mi è piaciuto prepararla, molto.

Ho scoperto che quello che mi intriga di più della cucina non è in particolare il momento in cui mi nutro di quello che ho cucinato ma tutta la fase della preparazione e del progetto.

Così succede che la lampadina si accende, anche diversi giorni prima, durante una notte insonne o al primo risveglio e chissà per quale oscuro motivo mi prende una smania incomprensibile di voler cucinare quella cosa e non un'altra.
Con la mente allestisco lo scenario, mi preparo uno schema. Cosa serve? Eseguirò fedelmente la ricetta o la farò mia con variazioni sul tema?

Poi la domanda fatidica: ho tutti gli ingredienti?
Inizia la caccia al tesoro.
Mi piace scovare i sacchetti di farina e scoprire che ho ancora delle mandorle e la vaniglia. Lo zucchero integrale non manca mai e nemmeno il miele. Il latte e le uova? 

Raggruppo quello che mi serve. Inizio con il pesare tutto, poi mescolo le farine con le mani per sentirne la consistenza e ne annuso le polveri, sbuccio la frutta, affetto e sminuzzo, monto le uova con lo zucchero. Movimenti e suoni accompagnano ogni fase.
Man mano che gli ingredienti si legano e si trasformano qualcosa di nuovo prende vita.

Un'altra cosa che trovo incredibile in cucina è lo stimolo che può avere su di me l'ignoto. Cucinare qualcosa di nuovo mette in azione una concentrazione massima e tutto viene eseguito con precisione e ritmo. Si parte per un nuovo viaggio e i bagagli sono gli ingredienti che scegliamo e la nostra capacità di utilizzarli al meglio. Non sapremo come andrà a finire.

La cucina come trasformazione, attraverso tutti i gesti necessari perché compia il suo ciclo, racchiude al suo interno implicazioni più profonde che ci riguardano da vicino. Tutto questo ed altre acute osservazioni le ho ritrovate nel bel libro "Qualcosa che non ho mai cucinato prima" di Maryline Desbiolles.
L'autrice ci trascina tra sensazioni e pensieri, percorsi e meccanismi che si innescano quando si cucina. Altro non vi dico, a voi la scoperta, non vorrei sciuparvi il gusto della lettura...


Ritornando al dolce del giorno per la ricetta mi sono ispirata ad una tratta dal libro "California Bakery", ma le modifiche che ho apportato ne fanno in realtà una completamente diversa.


Cheesecake con uvaspina
per 6 porzioni

Per la crosta
150 g di biscotti secchi (io all'olio di girasole bio)
40 g di burro morbido
20 g di cacao amaro
20 g di zucchero integrale di canna
1 cucchiaino da caffè di polvere di caffè
1 cucchiaino da caffè di cannella
1 cucchiaio di miele delicato (robinia, acacia...)
1 cucchiaio d'olio extravergine d'oliva

Per la crema
200 g di ricotta di pecora
200 g di robiola
150 g di yogurt intero
1 uovo
90 g di zucchero a velo di canna
20 ml di caffè da moka
1 cucchiaino da caffè di polvere di caffè
1/2 cucchiaino da caffè di semi di vaniglia

Guarnitura
250 g di uvaspina
40 di zucchero di canna
80 ml di acqua
a piacere scaglie di cioccolato bianco

Stampo a cerniera da 20 cm di diametro





Per la crosta.
Tritate i biscotti e mescolateli in una ciotola con il burro, lo zucchero, il cacao, il caffè, la cannella, il miele e l'olio. Amalgamate prima con una forchetta e poi con le mani, sfregando il composto fra i palmi per far assorbire bene il burro e l'olio.
Rivestite poi lo stampo della tortiera con carta forno e ricopritelo con il composto sbriciolato pressandolo bene e creando un leggero bordo.
Mettete in frigo per una mezz'ora.

Per la crema.
In una ciotola mescolate con una frusta a mano la ricotta con la robiola, lo yogurt e lo zucchero. La consistenza dev'essere liscia, cremosa e senza grumi.
Aggiungete l'uovo e incorporatelo bene. Mescolate il caffè con la vaniglia e la polvere di caffè e unitelo alla crema di formaggio. Togliete la tortiera da frigo e versate sopra la base di biscotti la crema di formaggio.

Infornate a 160°C per 30 minuti, poi abbassate a 150°C e proseguite per altri 20 minuti.
Il dolce sarà pronto quando i bordi saranno leggermente dorati e abbastanza sodi ma il centro ancora morbido e tremolante.

Lasciatelo raffreddare prima di toglierlo dallo stampo, poi trasferitelo in frigo per almeno tre ore (io tutta la notte). Si conserva, sempre in frigo, per un paio di giorni.

Guarnitura.
In un pentolino mettete l'acqua e lo zucchero. Fate sciogliere lo zucchero mescolando per un minuto poi unite l'uvaspina. Cuocete la composta a fuoco dolce per una decina di minuti.


Quando pensate di servirla togliete la torta dal frigo almeno 15 minuti prima.
Guarnitela al momento di gustarla con la frutta tiepida e scaglie di cioccolato bianco…
Per me così è ancora più buona, mi piace il contrasto caldo&freddo.

Un caro saluto.